Percorso EOE

Educazione Olistica Equina

I centri con cui collaboro, o che aiuto a predisporre, prediligono una visione di tipo olistico; sono cioè luoghi dove ogni connessione tra essere umano, animale e natura circostante acquista rilevanza, ed è spunto di creatività.

Le attività esperienziali che io e i miei collaboratori proponiamo hanno lo scopo di permettere il pieno coinvolgimento degli individui che partecipano, e di garantir loro la libertà di potersi esprimere nella propria soggettività. Ci poniamo come facilitatori nel percorso di Educazione Olistica Equina (vedi Podere del Lavagno), muovendoci sulle coordinate dell’approccio cognitivo-relazionale: avvicinarsi ad un animale significa in primo luogo entrare in contatto con una sfera emotiva, fisica e cognitiva ben distinta e soggettiva. Parliamo di un approccio, mai di un metodo o un paradigma definitivo, prediligendo anzi la continua messa in discussione di ciò che si pensa di aver compreso ed esplorato fino in fondo.

“Se pongo domande che ammettono una sola risposta, se pongo il soggetto in una condizione che non gli consente di esprimersi liberamente, se delle risposte che ricevo scelgo solo i comportamenti comuni scartando le peculiarità dei singoli, se prendo una scala valutativa di riferimento che azzera le differenze individuali, se traduco i riscontri qualitativi in referti quantitativi… non sono gli animali a non avere soggettività, è la mia ricerca che la nega a-priori.”

Roberto Marchesini

APPROCCIO COGNITIVO posso davvero ridurre il carattere e il comportamento di un cavallo ad una risposta istintiva, trascurando sfera emotiva, esperienze, competenze del soggetto? Prima ancora che all’individuo, bisognerebbe avvicinarsi anzitutto all’animale cavallo con cognizione. L’etogramma specie-specifico andrebbe ben conosciuto, per non correre il rischio di antropomorfizzare l’animale, cucendogli addosso scale di valori ed interpretazioni che sono a misura d’uomo. Non si può prescindere dunque da uno studio approfondito, poiché “lo spontaneismo non è affatto autenticità di relazione” (Montagnani A., Relazione Etica con il Cavallo). Tanto l’etogramma di specie può essere di difficile indagine, mai definitiva perchè sempre in evoluzione, quanto ancor più quello individuo-specifico, che è unico ed irripetibile. Tutto questo senza sottovalutare che ogni dinamica è da inscrivere in una cornice contestuale piena di variabili di cui tener conto.

APPROCCIO RELAZIONALE posso davvero definire un individuo prescindendo dalla sua rete relazionale e dal contesto in cui vive? Per evitare di comporre un disegno fuorviante di una situazione o fenomeno, andando a riempire gli spazio vuoti che la mancanza di un quadro completo genera, è utile indagare le relazioni piuttosto che i singoli elementi. I fenomeni complessi (come il comportamento o la comunicazione tra individui o gruppi) spesso non rispondono a logiche lineari e prevedibili. Una visione olistica tiene conto dello sguardo d’insieme, che non è riducibile alla sola somma delle parti che lo compongono.