EquiEtica

“Dei due sentieri scelsi il meno battuto per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.

 Buona parte di chi sono oggi la devo ai cavalli.

Il cavallo è un animale fortemente empatico, e in quanto tale non potevo che subirne il fascino.
Proprio io, da sempre in costante bilico: la mia così forte individualità da un lato, dall’altro la traboccante empatia verso ciò che mi circonda.
Ho trovato il giusto anello di congiunzione tra il mio definirmi come individuo ed il volermi sentire parte del tutto in sella ad un cavallo. Dapprima in sella.

La mia passione equestre è molto giovane, ma ha ridefinito la mia vita. Sono sempre stata ciò che sono anche oggi, ma mai così consapevole.
Inaspettatamente (forse non troppo?) per la me di qualche anno fa, oggi posso dire che sì, lavoro ad un progetto con i cavalli.
Ho una mia idea, un cammino che ho iniziato a percorrere senza vederne la fine, e nel quale credo fermamente.
Ho un tipo di approccio che sento mio, ben lieta di non volerlo trasformare in metodo, precludendo qualsivoglia cambiamento – che significa anche crescita, sviluppo, creatività.. un passo fuori dall’ordinario.

Così come il mio percorso: iniziato puntando alla relazione come fine e mai come mezzo. Invece si è rivelata anche e soprattutto questo, perché la sua ricerca mi ha portata a lavorare su sentimenti da tempo dimenticati; quando parlo di sentimenti lo faccio con l’intenzione latina del sentire: ho dovuto ri-percepire lo sfondo attorno a me per mettere a fuoco me stessa, aprirmi alla soggettività dell’altro per distinguere la mia.

Ho trovato il mio posto nel mondo attraverso gli occhi di un cavallo

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Percependo il mondo fuori ho riscoperto un mondo intero dentro di me.

Flavia Iafisco