Il branco

La mia cavalla vive nel suo branco, nelle splendide colline di Lonato. Hanno a disposizione più di 11 ettari di boschi, colline fatte di sentieri ripidi e immensi prati dove poter galoppare in gruppo. Persone ed animali vivono libere di interagire ed intessere relazioni, nel pieno rispetto reciproco.

Per tre anni ho vissuto in camper, in mezzo al branco, avendo a portata tutto ciò che mi rende felice. Dopo quell’avventura, abbiamo deciso di spostare i cavalli in questo nuovo posto: certo, trovarli non è facile, spesso ci vogliono 40 minuti buoni di ripida scarpinata. Ma la vita che fa il branco, come si organizza, gestisce autonomamente gli spazi e le attività, è imparagonabile. Tra questi cavalli c’è Artemis, la mia compagna di vita da ormai più di 10 anni, ed insieme a me ci sono anche Rhea e Sif, i miei due cagnolini. Condividiamo questi luoghi con tante altre persone ed animali, fianco a fianco anche se spesso ognuno per la propria strada.

I cavalli sono animali sociali, si esprimono appieno se hanno la possibilità di vivere le dinamiche del loro gruppo, in ambienti ampi che offrano opportunità esperienziali differenti, ricchi di stimoli e modi di accrescere le proprie competenze. Proprio così, anche i cavalli hanno delle competenze! Possono essere, in base alle loro motivazioni individuali, ottimi mediatori, esploratori, mentori per i nuovi arrivati nel gruppo… insomma il branco nei cavalli funziona perché ognuno ha il proprio ruolo, riconosciuto anche dagli altri membri, e può viverlo appieno sfruttando le proprie peculiarità personali.

Il contesto in cui sono è stato studiato per ricreare un ambiente in cui gli equidi possano appagare i loro bisogni, esprime la propria personalità e gratificare le motivazioni specifiche della specie e dei singoli soggetti. È un contesto dove è possibile fare esperienze ed osservare le dinamiche sociali di un branco consolidato, competente, che si conosce e si esprime liberamente. Questo equilibrio viene preservato in un luogo sicuro e costruito su misura per loro, cercando un compromesso tra il tentativo di avvicinarsi il più possibile all’ambiente naturale in cui il cavallo vivrebbe e la consapevolezza di averlo inserito in un mondo ormai a misura d’uomo. Solo così, cercando con un approccio etico di gettare le basi per pensare su un piano paritario uomo e cavallo, è possibile vivere delle relazioni in autentica reciprocità, riconoscendo l’altro tanto quanto sé stessi.

Si tratta di un nuovo modo di vedere, riconoscere e dare dignità all’animale, perché il rapporto con il cavallo (ma vale per ogni altra specie) non è per nulla banale o scontato: presuppone la conoscenza dell’altro, così diverso da noi.